"Il  Portale  del  VFP1"  è  lieto  di  presentare  la  nuova
   rubrica  a  cura  dell’ Ufficio  Affari  Giuridici. 
 
       L'obbiettivo è quello di trasferire conoscenza, informare e chiarire alcuni           aspetti che potrebbero, in prima battuta, apparire complessi ed intricati.  

Precisiamo che i seguenti saggi hanno scopo meramente divulgativo, e non costituiscono parere legale  o  tipologia di prestazione professionale di sorta.

 

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-   IL   PROSCIOGLIMENTO   PER   ASSUNZIONE   -
 

Il personale militare in ferma prefissata di 1 anno nelle Forze Armate (da ora, VFP1) è caratterizzato da una forte precarietà insita nel concetto stesso di “ferma prefissata”. Potremmo compendiare, in tanto estrema quanto superficiale sintesi, asserendo che tale sistema sia un avviamento alle carriere iniziali nel Comparto Sicurezza Difesa e Soccorso della Pubblica Amministrazione italiana, fermo restando il sempre pieno assoggettamento alle rigide norme del mondo militare. Avviamento che, beninteso, può avvenire o meno a seconda della libera scelta dei giovani volontari che decideranno se partecipare ai concorsi pubblici. Saltuariamente può avvenire che i VFP1, nel corso del loro servizio attivo, ricevano offerte di lavoro da parte di imprese (rectius, privati) o Enti-Aziende a partecipazione pubblica. 
Il legislatore ha quindi previsto un apposito rimedio, denominato “proscioglimento a domanda per assunzione”. 
Ai sensi dell’articolo 958 del Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66 (Codice dell'ordinamento militare, C.O.M.) il VFP1 che voglia accettare la proposta lavorativa di cui sopra, interrompendo il rapporto di servizio temporaneo che lo lega alla Forza Armata d’appartenenza, può avanzare ognitempo apposita domanda di proscioglimento rivolgendosi alla propria linea gerarchica, che attiverà la procedura. 
E’ necessario che il giovane volontario sia in possesso di una c.d. “proposta di assunzione” per le offerte provenienti da imprese, o “decreto di nomina”-”lettera di convocazione” per quelle provenienti da Enti-Aziende a partecipazione pubblica. Tale documento dovrà essere obbligatoriamente allegato alla domanda, la quale invece verrà redatta su modello già predisposto e reperibile presso ogni Ufficio Personale. 
Per quanto concerne il contenuto, è sufficiente che l’imprenditore apponga una dicitura simile alla seguente “PROPOSTA DI ASSUNZIONE. Io sottoscritto Tizio nato a / il /, amministratore dell’impresa “/ d.i.-s.s.-snc-sas-srl-spa ecc” avente partita iva numero / con sede in / presso Via /, dichiaro di voler assumere con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato-indeterminato il Caio nato a / il /, non appena verrà liberato dagli obblighi della ferma prefissata militare, in seguito ad apposita domanda di proscioglimento ex art. 958 c 1a C.O.M.. In fede, data, firma autografa e timbro aziendale (se presente). 
E’ di fondamentale importanza ricordare che soltanto i rapporti di lavoro “subordinato” rientrano tra le ipotesi di cui al proscioglimento per assunzione, e non già tutte le altre tipologie che invece non presuppongono una subordinazione tra prestatori e datori di lavoro (es. procacciatori d’affari, contratti di collaborazione, lavoratori a partita iva ecc). 
Non rappresentano impedimenti né condizioni alcune l’importo dello stipendio/salario, il quale potrà essere liberamente inferiore o superiore alla paga percepita durante il servizio quale VFP1, e la sede in cui opera l’impresa interessata alla prestazione lavorativa del volontario.
In definitiva è necessario soltanto che l’imprenditore, nella proposta di assunzione, riporti correttamente i dati (propri, d’impresa e del giovane militare) e l’intenzione di costituire un rapporto di lavoro subordinato. 
Una volta compilata la domanda, l’Ente di appartenenza avvierà d’ufficio l’iter ed il volontario non dovrà far altro che attendere l’adozione del provvedimento, nelle more egli rimarrà in toto assoggettato ai consueti doveri derivanti dallo status di militare. Occorrerà il parere-nullaosta del proprio Comandante di Corpo e dell’Alto Comando sovraordinato. 
Fatte salve le imprescindibili ed adeguatamente motivate esigenze di servizio, nonché la completezza e correttezza della documentazione, tali richieste vengono solitamente evase senza particolari impedimenti entro poche settimane. 
Il volontario che abbia maturato licenze (ordinaria e 937 su tutte, rispettivamente in ragione di 2 ogni 30 o frazione mensile superiore a 15 giorni, ed 1 ogni 90) dovrebbe, ove possibile, smaltirle quanto prima poiché non verrebbero monetizzate qualora non venissero godute entro la data di ricezione del provvedimento finale. 
La Direzione Generale per il Personale Militare (PERSOMIL), dopo aver ricevuto tutta la documentazione, notificherà con e-message (una sorta di email avente valore legale interna alla F.A.) all’Ente di appartenenza l’avvenuto proscioglimento. Normalmente l’ultimo giorno di servizio coincide con la data suindicata, sicché il militare verosimilmente dovrà nello stesso giorno abbandonare l’installazione previo espletamento delle normali procedure di congedo (riconsegne varie, documentazione amministrativa ecc). 
Mi accingo a concludere questo breve saggio ricordandovi che, il proscioglimento per assunzione, non integra alcuna fattispecie di decadenza/dispensa/destituzione/congedamento con disonore, che possa risultare ostativa all'eventuale partecipazione ai concorsi pubblici futuri.
 

T. E.
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 LA LICENZA STRAORDINARIA PER CONCORSI DIVERSI DA QUELLI MILITARI  -

Sempre più spesso ci troviamo a dover rispondere ad alcune richieste di informazioni, provenienti dai nostri utenti VFP1, circa la fruibilità della licenza straordinaria per prove relative a concorsi indetti dalle pubbliche amministrazioni, perlopiù non militari, in assenza di specifiche disposizioni del bando di concorso. Vengono sovente riferiteci interpretazioni fantasiose che i Comandi effettuano, le quali precedono dei rifiuti nella concessione della licenza in oggetto. 
Il problema sorge allorquando la pubblica amministrazione che indice il concorso non appartenga al Comparto Sicurezza e Difesa o alle Forze Armate in senso stretto (a titolo esemplificativo e non esaustivo, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, l'INPS, i Comuni, le Province, le Regioni e gli Enti loro collegati). 
Nondimeno, alla luce dei mutati criteri di partecipazione, alcuni comandi ritengono di dover negare la licenza straordinaria, anche avuto riguardo ai concorsi del succitato Comparto, poiché il candidato, in servizio quale VFP1, avrebbe avanzato domanda di partecipazione esclusivamente per i posti aperti anche ai civili, e non già per quelli riservati ai militari. 
Siffatte conclusioni interpretative, alla luce del quadro normativo vigente, non sembrano meritevoli di accoglimento. 
La Direttiva sullo "stato giuridico del volontario in ferma prefissata", ultima edizione 2015, difatti prevede, al par. VI F), la fruibilità della licenza straordinaria anche relativamente ai "giorni delle prove di esame, oltre il tempo necessario per raggiungere la relativa sede, per i concorsi indetti dalla pubblica amministrazione". 
Tale tipologia di licenza rientra nel tetto massimo di 45 giorni calendariali nell'arco della ferma prefissata annuale e la sua concedibilità è subordinata esclusivamente alla compatibilità con le esigenze di servizio, oltre al tetto annuale suddetto, fatto salvo l'obbligo, per il personale VFP1, di avanzare tempestivamente la richiesta di concessione non appena sia a conoscenza della data d'esame. 
La stessa disciplina vige per gli esami universitari e post-universitari nonché militari e di Stato, quest'ultimi due nella misura massima, rispettivamente, di 30 e 15 giorni (i primi solo se previsti espressamente nel bando, per la preparazione allo stesso). 
Succitata direttiva viene emanata al chiaro intento, specificato in premessa, di assicurare l'uniforme interpretazione e la piena applicazione delle norme di legge in materia di stato giuridico del personale militare in ferma prefissata annuale. 
La mera circostanza per la quale il VFP1 abbia avanzato domanda di partecipazione ai posti messi a concorso anche per i "civili" non può, ad avviso dello scrivente, giustificare l'aprioristico rifiuto nella concessione della licenza straordinaria da parte dell'Ente di appartenenza, il quale si atteggerebbe più a violazione e falsa applicazione di leggi e circolari che legittima discrezionalità amministrativa. 
Appare corretto giungere alla medesima conclusione avendo riguardo anche alla natura dell'Ente, purché qualificabile quale "pubblica amministrazione", senza distinzioni di sorta in ordine al Comparto cui esso appartiene. 
E' infatti indubbio che, ad esempio, il Comune (al pari della Provincia, della Regione, delle Università e dei Ministeri), abbia i medesimi fini pubblicistici, seppur con competenza e specialità ben differenti, della Polizia di Stato o dei Vigili del Fuoco o delle Forze Armate. 
Appartiene quindi alla PA tanto l'INPS quanto la Polizia Municipale, tanto l'Agenzia delle Entrate quanto l'ASL, tanto la Polizia penitenziaria quanto l'ARPA e via dicendo, purché stia agendo in iure publico. 
Occorre a questo punto stabilire i limiti entro i quali siffatta concessione possa ritenersi applicabile al caso concreto. In primis è la stessa direttiva sopracitata a stabilire il criterio quantitativo, ossia il tetto massimo annuale (nel quale, si badi, non rientrano le convalescenze) fissato in 45 giorni calendariali pro capite. 
Da un'analisi sistemica dell'impianto normativo in tema di stato giuridico del personale militare, può ritenersi, a giudizio dello scrivente, munita di valida giustificazione un'ulteriore fattispecie che legittimerebbe la mancata concessione della licenza straordinaria: le improrogabili esigenze di servizio, che ben motivano la compressione dell'interesse individuale a favore di quello generale, laddove l'assenza del volontario, susseguente la concessione supra, cagionerebbe effetti indiscutibilmente negativi circa l'assolvimento dei compiti dell'Ente (e.g. vigilanza, distacco e servizi, comandati o meno, variamente denominati). 
Parimenti la proposizione tardiva della domanda di licenza è da ritenersi giustificativa del rifiuto, quale sottocategoria delle summenzionate "esigenze", al cospetto delle innegabili necessità di pianificazione da parte del Comando d'appartenenza.

 

T. E.
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LIBERATORIA / NOTA LEGALE: 

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